L’individuazione della centralità del ruolo della donna nel contesto del mutamento degli scenari dell’area mediterranea ci è parso un passo doveroso: dalla determinazione delle protagoniste dei primi sommovimenti in Tunisia, all’eroismo e al risveglio dell’orgoglio ferito delle donne del Cairo, passando per la ritrovata coscienza femminile occidentale – concretizzatasi nel movimento “Se non ora quando” – è la recente storia stessa che descrive ledonne come punto nodale, aperto, solidale e plurale, del cambiamento.
Fin dai suoi esordi il SalinaDocFest ha prestato grande attenzione al documentario realizzato da donne e non è casuale che, tra i documentari premiati nella passata edizione, si trovino Woman of Hamas di Suha Arraf e My name is Ahlam di Rima Essa e, tra gli italiani, Un’altra Europa di Rossella Schillaci. Moltissime sono le autrici italiane delle quali il SalinaDocFest ha presentato documentari nel corso delle passate edizioni: da Alina Marrazzi a Francesca Comencini, (ormai riconosciute internazionalmente), passando per Barbara Cupisti o Esmeralda Calabria. Registe affermate, che si affiancano a molte altre giovani autrici. Senza ovviamente dimenticare i lavori di Giovanna Taviani, non solo direttrice e anima del Festival.
Quest’anno il SalinaDocFest ha intenzione di compiere un ulteriore sforzo nella ricerca di autrici italiane da invitare a Salina nei giorni del Festival. è, infatti, nostra intenzione dedicare la sezione Italia.doc ad opere di autrici che si sono distinte, nel corso del 2012, con documentari di alto interesse sociale ed estetico. Una ricerca che abbiamo già cominciato a svolgere e che pensiamo sarà un ulteriore passo per permettere alle autrici di affermare, con forza sempre maggiore, il loro personale sguardo sul reale e sul cinema che questo reale racconta.
Tuttavia, il pensiero all’orgoglio ferito delle donne nell’Egitto della rivoluzione o a quelle che hanno innescato e sostenuto – pagando un caro prezzo – gran parte dei sommovimenti che hanno riscritto (o che riscriveranno) la carta socio-politica di una grande porzione di mondo, ha posto il SalinaDocFest nella determinazione di animare numerose iniziative che contribuiranno a trasformare il Festival in officina di riflessione proprio sul ruolo della donna nel Mediterraneo: Francia e Marocco saranno al centro del focus sulle donne nell’ambito della FINESTRA SUL MEDITERRANEO, in un duplice gemellaggio con il Festival de Femmes di Marsiglia e con il Festival International du Film de Femmes de Salé, con il coordinamento generale dell’ Istituto Italiano di Cultura di Rabat e il prezioso patrocinio dell’Ambasciata del Marocco a Roma, rinnovando il patrocinio della scorsa edizione con il consolato generale del Marocco a Palermo.
Il focus su Donne e Mediterraneo avrà una madrina d’eccezione: Emma Bonino. Attualmente vicepresidente del Senato, si è sempre contraddistinta per le numerose iniziative che l’hanno vista attivamente impegnata nella difesa dei diritti sociali in generale e delle donne in particolare, in ogni parte del mondo. La senatrice ha aderito con entusiasmo, non solo promettendo la sua presenza sull’isola, ma anche con un apporto di idee e proposte sul piano dei contenuti: una tra tutte, il premio letterario Dal testo allo schermo, che in passato, è stato assegnato a Roberto Saviano, Vincenzo Consolo, Moshin Hamid, Giorgio Vasta e Tahar Ben Jelloun e che quest’anno, potrebbe essere assegnato a una scrittrice marocchina di fama internazionale.
Così some nelle edizioni precedenti, Il focus sulle donne nell’ambito della Finestra sul Mediterraneo, a partire dai giorni immediatamente successivi al festival, sarà ospitato in eventi e altre manifestazioni, in Italia e all’estero, tra cui una finestra dedicata al SalinaDocFest all’Académie de France Villa Medici, a Roma.
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