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Memorie del Mediterraneo
“Paroles d’Algérie” di Bruno Ulmer

L’Algeria oggi è una terra sconosciuta. Malgrado l’intensità delle relazioni tra le due rive del Mediterraneo, i focolai dell’estremismo islamico e il ricordo della colonizzazione alimentano la sfiducia e i pregiudizi. Così è complicato avvicinarsi a questo paese. Filmare con o senza un’autorizzazione è considerata una provocazione. Ma al di là delle paure, Bruno Ulmer ha trovato un modo per incontrare e far parlare i giovani algerini. Paroles d’Algérie è un road movie attraverso il più grande paese dell’Africa, nel quale finalmente, viene data parola ai giovani, agli intellettuali, agli imprenditori, vale a dire a coloro che plasmeranno il futuro di questa nazione.

«C’è un sentimento di paura tra i giovani. Scendere in strada vuol dire affrontare Bouteflika, ma, soprattutto, affrontare l’esercito che è dietro di lui. Le conseguenze della strada che si scontra con l’esercito le abbiamo viste in Egitto e in Siria. C’è molta tristezza e una sorta di depressione tra i giovani, che sono molto lucidi sulla loro situazione (la “malavita”, la chiamano). Ma ci sono sempre dei motivi di speranza. Hanno coscienza della loro forza e soprattutto hanno un grande amore verso il loro paese. Ed è nell’amore verso il loro paese che risiede la loro speranza» [Bruno Ulmer]

BrunoUlmer00Bruno Ulmer prima di diventare documentarista ha studiato medicina e lavorato al Pronto Soccorso a Parigi e nella periferia. Parallelamente ha iniziato a realizzare foto e filmare in Super8. Ha iniziato a realizzare dei documentari con un primo film girato sulla metro. In seguito ha esplorato il mondo degli uomini, dei legami familiari e della terra d’origine, con film come Livres de vie (2000), Voyages en méditerranée (2000) e Fils de son père (2000), In seguito ha iniziato un lavoro sulla storia dell’immigrazione in Francia il cui risultato sono stati la serie Français d’ici, peuples d’ailleurs (2002), e i documentari Casa-Marseille Inch’allah (2002) e Petites Bonnes (2004). Il suo primo lungometraggio, Welcome Europa (2007), in concorso nella prima edizione del SalinaDocFest, è uscito nelle sale nel 2008

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