Il Manifesto del SalinaDocFest

È un festival che promuove la salvaguardia dell’ambiente

Con mostre fotografiche, spettacoli ed eventi a tema ambientale, per contribuire alla maturazione di una rinnovata sensibilità ecologica, soprattutto tra le giovani generazioni, e valorizzare il grande patrimonio culturale artistico e naturale delle Isole Eolie, dichiarate patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.

È un festival d’impegno sociale

Attraverso le attività didattiche svolte nelle scuole dell’isola, rivolge l’attenzione alle problematiche degli abitanti dell’arcipelago eoliano, per fornire un contributo alla crescita sociale e culturale di tutti gli abitanti di Salina e delle Isole Eolie.

È un festival che promuove la letteratura

Attraverso il premio di scrittura, il racconto e la narrazione del nostro paese.

È un festival che promuove l’integrazione dei migranti

Grazie alla collaborazione con i Comuni di Salina, che a Malfa ospitano la comunità di marocchini di Kouribga, perfettamente integratasi nel territorio, è stato possibile sviluppare un focus specifico sui temi legati alle politiche migratorie, con particolare riferimento al problema degli immigrati clandestini, alla reclusione ed alla legalità, promuovendo contestualmente il riconoscimento della “cittadinanza globale”.

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È un festival che promuove la rinascita del “Documentario Narrativo”

Documentare la realtà raccontando una storia: da qui nasce il Festival del documentario narrativo. Un genere la cui rinascita è ormai giunta alla maturità, anche grazie al nostro lavoro: precisa e delineata, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista creativo e della struttura narrativa, sia – infine – dal punto di vista del numero di chi si interessa del genere con competente attenzione, costantemente in crescita, così come in costante crescita è il numero di coloro che seguono il SalinaDocFest: giornalisti, appassionati di letteratura, cinema e teatro, ma anche turisti, amanti della natura, dei viaggi e del buon cibo e molti altri ancora.

Le emozioni e le suggestioni del SalinaDocFest incuriosiscono ed intrigano, inoltre, ogni fascia d’età (dai pensionati agli studenti delle scuole superiori). In dodici edizioni il Festival è riuscito ad allungare la stagione turistica, e a fare della “destagionalizzazione” la sua sventolante bandiera, portando a Salina alcuni fra i nomi più significativi del documentario italiano: Agostino Ferrente, Vincenzo Marra, Gianfranco Pannone, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Gianfranco Rosi, Stefano Savona, Andrea Segre, Daniele Vicari e molti giovani destinati a diventare i protagonisti del cinema italiano del futuro.

Fra gli artisti e le personalità intervenute nelle passate edizioni: Mohamed Al-Daradji, Franco Battiato, Hichem Ben Ammar, Edoardo Bennato, Irene Bignardi, Emma Bonino, Vinicio Capossela, Emma Dante, Pippo Delbono, Nicolò Fabi, Beppe Fiorello, Mohsin Hamid, Daniele Luchetti, Curzio Maltese, Roy Paci, Nicola Piovani, Roberto Saviano, Martin Scorsese, Daniele Silvestri, Gino Strada, Salvatore Striano, Vittorio e Paolo Taviani, Giorgio Vasta, Tahar Ben Jelloun, Renato Sarti, Bebo Storti, Valerio Mastandrea, Mimmo Cuticchio, Moni Ovadia, Golshifteh Farahani, Nahal Tajadod, Irene Grandi, Nanni Moretti, Ascanio Celestini, Piero Pelù, Federico Rampini, Curzio Maltese, Giovanni Maria Bellu, Corrado Formigli, Alice e Alba Rorhwacher, Francesco Zizola, Amos Gitai, Abderrahame Sissako, e molti altri ancora.

Sulle rotte donchisciottesche del SalinaDocFest

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