Lo spazio vuoto

di Alberto Ceresoli e Stefano P. Testa (Italia, 2025, 96’)

Sceneggiatura: Lorenza Indovina, Cristiano Barbarossa
Fotografia: Clarissa Cappellani
Scenografia: Costanza Gelardi
Montaggio: Irene Vecchio
Suono: Mirko Cangiamila, Danilo Romancino, Alessio Costantino
Musica: Giovanni Cosma “Moonari”
Produttore: Marco Alessi, Michele Saragoni, Lorenza Indovina
Produzione: Duging Films, Rai Cinema
Con il supporto di: Sicilia Film Commission

Un DC-8 Alitalia in volo da Roma a Palermo si schianta contro la Montagna Longa, vicino all’aeroporto di destinazione. È la sera del 5 maggio 1972. Nessun superstite. Dopo veloci indagini il caso è archiviato come incidente. Tra i passeggeri morti nell’impatto c’è il regista Franco Indovina, celebre anche per la sua storia sentimentale con la principessa Soraya. Sua figlia Lorenza, sei anni all’epoca, molti anni dopo al termine di un suo spettacolo viene avvicinata da un gruppo di parenti delle vittime, convinte che si sia trattato di un attentato. Anche lei viene coinvolta nella ricerca della verità, ma con l’inchiesta emergono ricordi dimenticati della sua infanzia.

E se parte di quello che pensiamo di aver vissuto non fosse vero? Se l’interpretazione di quello che è stato fosse sbagliata? Come se improvvisamente aprendo la porta della tua camera, ti ritrovi in una stanza differente, abitata da altre persone, arredata diversamente, con oggetti che non ti appartengono. Che fai? Chiudi la porta e scappi via? La chiudi e la riapri sperando che sia stata una semplice allucinazione? Oppure ci entri. Io ci sono entrata. Questo film racconta il mio viaggio in quella stanza. Qualche anno fa durante le repliche di uno spettacolo si è avvicinato un gruppo di persone a me sconosciute. Si sono presentate come i parenti delle vittime dell’incidente aereo avvenuto il 5 maggio 1972 nei pressi dell’aeroporto di Palermo, dove perse la vita mio padre, Franco Indovina, regista cinematografico affermato. Aveva 40 anni. Io ne avevo 6. Mi dicono che quello non è stato un incidente, ma un attentato. Che loro hanno incaricato un perito e dalla nuova perizia emerge che su quell’aereo c’era una bomba. E io che avevo tirato giù il sipario su mio padre mi stupivo del fatto che dopo cinquant’anni, loro stessero ancora a domandarsi cosa fosse veramente accaduto. Ecco l’altra verità, quella a me sconosciuta fino a quel giorno. [Lorenza Indovina]