Lidia Ravera e Manuela Modica - Anteprima SalinaDocFest Messina
Lidia Ravera e Manuela Modica - Anteprima SalinaDocFest Messina

A Lidia Ravera il Premio SDF “Nuove Parole / Nuove Immagini” per un’opera che ha dato voce, identità e corpo alle trasformazioni del nostro tempo, riconoscimento che celebra autori e autrici capaci di trasformare il linguaggio in visione e di reinventare l’immaginario attraverso parole coraggiose, vive, necessarie.

La cerimonia si terrà domenica 20 luglio alle ore 20:30 nella piazza di Santa Marina Salina, alla presenza della scrittrice.

Volevo essere un uomo - Lidia Ravera
Volevo essere un uomo – Lidia Ravera

Isolana d’adozione e profondamente legata all’energia tellurica di Stromboli, Lidia Ravera è una delle voci più lucide, irriverenti e visionarie della cultura italiana. Dal suo esordio dirompente nel 1976 con Porci con le ali – manifesto generazionale che ha rivoluzionato il lessico dell’intimità e del desiderio – fino al recentissimo Volevo essere un uomo (Einaudi, 2025), presentato in anteprima al SalinaDocFest di Messina, ha attraversato quarant’anni di storia culturale con uno sguardo sempre spiazzante, capace di nominare ciò che prima non si poteva dire.

Con oltre 35 libri pubblicati, sceneggiature per il cinema e la televisione, testi teatrali e articoli sui maggiori quotidiani italiani, Ravera ha ridefinito le parole del nostro presente: “identità”, “genere”, “corpo”, “età”, “autodeterminazione”. In un tempo in cui il linguaggio si impoverisce e l’immaginario si appiattisce, la sua scrittura continua a rompere il silenzio e a restituire forza a parole dimenticate o rese tabù. Una tra tutte: “compassione”, armata e durevole, come gesto politico e umano.

Il Premio SDF “Nuove Parole / Nuove Immagini”, che dà il titolo all’intera XIX edizione del Festival, nasce proprio dalla consapevolezza che la perdita del linguaggio coincide con la perdita del mondo. Come scrive Giovanna Taviani nel testo che accompagna questa edizione, “se la parola si spezza o si corrompe, si spezza e si corrompe anche la nostra possibilità di comprendere, trasformare e immaginare il mondo”.

È da questo presupposto che il Festival ha lanciato il Manifesto per il Diritto di Cittadinanza allo Studio del Linguaggio Audiovisivo nelle Scuole, perché le nuove generazioni possano riappropriarsi degli strumenti per narrare sé stesse, interpretare la realtà e riconoscerne le derive.

L’opera di Lidia Ravera incarna con potenza questa missione. Le sue nuove parole sono sempre state una scintilla che accende coscienze, che scuote e interroga, che costruisce – come Ulisse davanti allo specchio dei Feaci – una mappa per tornare a casa, per ritrovare sé stessi. Le nuove immagini che evoca non sono soltanto visive, ma emotive, affettive, intellettuali: frammenti di un’altra possibilità, dove la fragilità è forza e la memoria è visione.

Nel conferirle questo premio, il SalinaDocFest vuole omaggiare un’intera traiettoria di libertà, una scrittrice che ha attraversato generazioni e stagioni culturali senza mai arretrare davanti alla complessità, alle contraddizioni, al conflitto. Una voce che, ancora oggi, continua a indicarci la rotta in un’epoca sempre più afona, sempre più priva di narrazione, sempre più bisognosa di nuove parole per generare nuove immagini del mondo.