
Il Premio G.B. Palumbo Editore al Miglior Documentario va a Everything Works Out (In the End) di Maximilien Dejoie.
La Giuria Ufficiale — composta da Marco Müller (presidente), Daria Bignardi e Cristina Piccino — motiva così la sua scelta:
Come trovare la giusta distanza nel raccontare le vicende di una giovane artista che combatte i propri demoni (e quelli intorno a lei)? Come entrare — con l’aiuto di una colonna sonora sorprendente — dentro vicende estreme e al contempo intime senza mai perdere consapevolezza registica? La risposta è in questo film appassionato e appassionante.

Il voto del pubblico assegna il Premio Signum a Lo spazio vuoto di Stefano Testa e Alberto Ceresoli.
Il premio, voluto fin dalla prima edizione da Clara Rametta tra le fondatrici del festival, è l’unico che nasce interamente dalla sala: sono gli spettatori di Salina a decidere, film dopo film, sera dopo sera.

Il Premio 9Dots Film al Miglior Montaggio va a Lorenza Indovina e Irene Vecchio (montatrice) per il film La Verità Migliore
La motivazione della Giuria:
Con un’opera intima e delicata il film apre la porta a una storia archiviata e si concede a un viaggio di ricerca che non pensava di voler fare. Ci porta indietro di oltre 50 anni in un’Italia piena di ombre. Fra immaginari collettivi e narrazioni private sembra volerci dire che non c’è mai una sola verità, ma si può scegliere la migliore per sé senza ignorare il reale, ma nemmeno il mistero.







